Ricerche interculturali si propone di approfondire i presupposti, la portata e gli sviluppi possibili dei concetti e delle categorie che i discorsi mobilitati nell'intercultura introducono, sfruttano o inventano, proponendosi come spazio per un dialogo delle diverse voci che la abitano.
La rubrica Pratiche interculturali nasce dall’esigenza di individuare possibili campi in cui promuovere la pratica dell’intercultura, per ritrovarla nel concreto delle relazioni quotidiane, perché è proprio qui che occorre generare l’esperienza del reciproco cambiamento. L’oggetto della pratica interculturale non è la cultura dell’uno o dell’altro, ma è il risultato dell’incontro.
Abitare le lingue si presenta come uno spazio di ascolto e di riflessione attorno alle lingue, in particolare di quelle migranti, esperienza ormai quotidiana per ognuno di noi all’interno degli spazi urbani. Accoglie inoltre approfondimenti dedicati a pratiche come l’interlingua, la traduzione, l’insegnamento dell’italiano come lingua seconda, la scrittura
migrante.
Pare sempre più povero e riduttivo uno sguardo unico abilitato a produrre la visione destinata a rappresentare la realtà per tutti. Si pone piuttosto la questione della costruzione di un altro sguardo in cui chi guarda e ciò che è guardato sono parti integranti di un unico processo in cui entrambi integralmente avvengono
Raccoglie quei contributi che porteranno significative esperienze di vissuti ’meticci’ in realtà normalmente considerate autoctone e accoglie abitudini consolidate che abbiano sperimentato una nuova consapevolezza del proprio territorio da forme di condivisione con individui o comunità straniere. Ciò che in definitiva mostri la possibilità, o la difficoltà, di far diventare dei luoghi comuni, luoghi condivisi
Intertesti si propone di indagare il ’testo’ come uno dei luoghi privilegiati dell’intercultura. Analizzare un testo, sia esso un libro, un film, una performance, una canzone, figlio del nostro mondo o in viaggio da lontano, significa in qualche maniera riscrivere il testo. Le lingue delle culture si incontrano nell’atto stesso della fruizione: i significati di partenza si muovono e nell’incontro con il lettore ne generano di nuovi.